Marino Chapter 11

Le ore che seguirono furono segnate da pensieri confusi.

 

Decise di rientrare in porto, in quanto un improvviso bisogno di rivedere il suo vecchio amico musicista si impadronì della sua anima.

 

Certamente avrebbe atteso le prime luci del mattino, anche perché si rendeva d'obbligo un passaggio a casa ed il solo pensiero di dovervi arrivare nottetempo, ora, dopo l'inspiegabile episodio in laguna, lo infastidiva davvero.

 

Non che a casa potesse contare su vestiti migliori, ma quantomeno si sarebbe potuto riaccomodare i logori stracci che da qualche tempo a quella parte costituivano la sua, cenciosa, uniforme. 

 

Rientrò esattamente sul nascere del sole e prima di ripiegare verso casa volle sfruttare quella condizione di luce per verificare se vi fossero tracce sulla prora della sua tartana di quella che a tutti gli effetti gli era sembrata una collisione con un oggetto di notevole peso.

 

Non vi erano danni visibili, anche perché il ferro di prua era particolarmente robusto in quel tipo di vecchie imbarcazioni da carico. 

Notò pero' qualcosa di strano, che inizialmente a dire il vero non lo scosse granché: i pentacoli dipinti sui fianchi anteriori della tartana erano quasi completamente rimossi, nonostante la recente dipintura...

 

Prese la sua sacca e, contravvenendo ad un'antica consuetudine, non indugio' nel riordinare il ponte della barca, limitandosi a spegnere il lume ad olio.

 

Confortato dalle luci dell'alba, si diresse invece rapidamente verso casa, respirando profondamente l'aria fredda e odorosa della sua città.

 

Attraversò il sottoportego che fungeva da unico accesso alla corte dove da sempre viveva e, con una spallata vigorosa, aprì la porta di casa e, poggiata la sacca, si distese nel suo giaciglio, abbandonandosi ad un sonno profondo.

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