Marino Chapter 19

Aveva sete, ma l'acqua era finita.

Aveva il "Forte", ma non volle bere.

Sapeva di essersi svegliato nel cuore della notte ed aveva paura.

Ma non amava sentirsi prigioniero, decise pertanto di alzarsi e, forse, di uscire ad affrontare ...qualsiasi cosa avesse trovato fuori da quella porta.

Si avvicinò al camino, ormai spento e con il tizzone batté le ceneri per poter accendere la pipa.

Fumare gli avrebbe fatto bene, gli avrebbe dato coraggio ed avrebbe fornito forse le risposte che cercava ormai da giorni.

Mentre batteva con il ferro la base in pietra del camino, udì un rumore metallico insolito.
Si avvicinò e spostando la cenere con le mani avvertì qualcosa che afferrò e che, una volta pulito, lo riempì di stupore e, ancora nuove, domande.

"Cos'è questo?!" disse a sé stesso, studiando l'oggetto che stringeva tra le mani.
"Come può essere finito nel mio camino?" continuò Marino che, ormai, era solito ragionare a voce alta nei momenti di ambasce.

Ma mentiva a sé stesso in quanto  conosceva bene il nome di quell'oggetto metallico che riproduceva, con fattezze grossolane, i Pentacoli un tempo dipinti sulla sua tartana.

Ed oltre al nome di quell'oggetto, ripensando alle parole dell'amico, incominciava anche a comprenderne vagamente l'utilizzo, o meglio, il potere. 

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